I produttori di imballaggi in cartone ondulato lanciano l'allarme: senza aiuti la filiera si bloccherà. La causa: l'aumento dei prezzi della materia prima, cioè la carta, che sono quasi raddoppiati. Per questo motivo Piero Attoma, presidente del Gifco, l'associazione che rappresenta oltre l'80% dei fabbricanti di cartone ondulato per uso industriale con un fatturato di oltre 3 miliardi di euro, chiede un intervento del governo e un tavolo con tutta la filiera per trovare una soluzione.
«Nel 2009 – afferma Attoma – abbiamo registrato una perdita dei volumi del 7-8%. Nei primi mesi dell'anno c'è qualche segnale di ripresa, ma per ritornare ai livelli del 2007, l'ultimo anno in cui il nostro settore è cresciuto, dovremo aspettare il 2015».
Il cartone ondulato, come spiega il presidente, è tra i materiali più usati dagli industriali italiani per imballare, movimentare ed esporre al pubblico i propri prodotti. «Un blocco del settore – dice –, quindi, si ripercuoterebbe in modo significativo su tutta l'economia nazionale. E questo blocco comincia ad essere qualcosa di più di un'ipotesi. Dopo continui aumenti del prezzo della carta, tra gennaio e marzo 2010 i costi delle materie prime sono pesantemente rincarati, arrivando in taluni casi al raddoppio. Un onere che si sta scaricando sulle nostre spalle e che ci azzera totalmente il valore aggiunto e non solo».
La crescita più rilevante ha riguardato la carta kraft con cui si realizza il cartone ondulato più resistente, indispensabile per il settore degli alimentari e per ogni merce che abbia bisogno di particolare protezione.
«Lavorare questo tipo di materiale per noi non è più remunerativo – aggiunge Attoma –. Di questo passo arriverà presto il giorno in cui saremo costretti a fermare le macchine, ingenerando una crisi che coinvolgerà una larga parte dell'industria italiana manifatturiera, con ulteriori notevolissime ripercussioni sui prezzi».
Secondo le stime Gifco, inoltre, ciò equivarrebbe a un calo di addetti del comparto di alcune migliaia di unità, con serie conseguenze in termini occupazionali anche nell'indotto.
Per Attoma le soluzioni, da intraprendere con grande tempestività, ci sono: «È necessario che tutta la filiera, compresi i consumatori, si responsabilizzi di fronte a questi consistenti aumenti, che vanno equamente redistribuiti ad ogni livello. Alle cartiere e ai clienti finali, in particolare, chiediamo di studiare con noi soluzioni alternative di confezioni in cartone ondulato che assicurino prestazioni soddisfacenti a costi contenuti. Meglio se con il coinvolgimento delle associazioni di categoria interessate, per esaminare insieme la situazione e concordare le azioni più appropriate».
Il presidente del Gifco, poi, sollecita un intervento del governo, con «l'attivazione di adeguati strumenti a sostegno del comparto, e dunque di tutto il sistema imprenditoriale italiano, quali agevolazioni fiscali e finanziamenti facilitati».
E invoca un'azione di moral suasion sulle banche perché varino iniziative a vantaggio dell'economia reale, rinnovando l'accesso al credito che consentirebbe di dare luogo a investimenti nello sviluppo di nuovi e più avanzati prodotti cartotecnici, e nell'adeguamento e svecchiamento degli impianti, «altro elemento strategico – conclude Attoma – per uscire dall'impasse».
Fonte
http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2010-05-11/allarme-limballaggio-080900.shtml
